Cuore e vasi
- Tachicardia: frequenza cardiaca a riposo oltre 100 battiti al minuto (cause: dolore, febbre, ansia; si rileva con l'ECG). Bradicardia: sotto 60. Le aritmie sono alterazioni del ritmo; la fibrillazione atriale è un'aritmia. L'Holter registra l'attività elettrica nelle 24 ore ed è utile per aritmie intermittenti non viste con l'ECG standard.
- Angina pectoris: riduzione del flusso nelle coronarie, dolore costrittivo, può dare sudorazione fredda; la forma più diffusa è l'angina da sforzo. Si distingue dall'infarto per la reversibilità.
- Infarto miocardico acuto (IMA): necrosi dei miociti per ischemia prolungata. Dolore oppressivo retrosternale che dura oltre 30 minuti e si irradia a spalla e mandibola. Fattore di rischio classico: l'ipertensione.
- Scompenso cardiaco: il cuore non riesce a pompare il sangue a polmoni e organi; dà edemi periferici e dispnea. L'ecocardiografia misura la frazione di eiezione.
- Ipertensione: pressione sopra la norma; si classifica lieve, moderata, severa; lo stadio 3 corrisponde a valori uguali o superiori a 180/110 mmHg. Una sistolica di 200 mmHg va riferita all'infermiere. Ipotensione ortostatica: calo di pressione passando da supino a in piedi; il tilt test serve a studiare la sincope.
- Aterosclerosi: pareti arteriose più spesse e meno elastiche per placche; causa la claudicatio intermittens. Nella banca dati l'arteriosclerosi è descritta come dovuta a depositi di grasso "all'esterno" delle pareti: in realtà le placche sono nella parete, ma all'esame vale la risposta della banca dati.
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